Ronaldo e Champions League, nonna Emma e giovedì gnocchi. Quando il nuovo può non funzionare ( e la tradizione neppure)

 

Il 20 febbraio scorso si è disputata la partita di Champions League tra Atlético Madrid e Juventus. La Juve ha perso 2-0 nonostante Ronaldo, il 12 marzo alle 21 si terrà la partita di ritorno (Sky ).

 
„Cristiano Ronaldo foto da vanguardngr.com“

 

Dopo un’accurata spiegazione sulla partita di Champions League dello scorso 20 febbraio, non ho potuto fare a meno di confrontare la fruttuosa innovazione di una società brillante come la Juventus e l’investimento su Cristiano Ronaldo, con il cigolio del passato che scorre dal 1983 nella gestione dell’albergo di nostra madre.

Avesse Ronaldo sotto mano gli farebbe fare il manutentore allo stabilimento balneare e gli darebbe tanta di quella roba da mangiare che, probabilmente, il ragazzo si convertirebbe alla semplicità dell’albergo Altamira sulla costa adriatica. Altro che tornare al Manchester United, sarebbe per lui una grande prova di vita, pulire le cicche della spiaggia e aprire gli ombrelloni al mattino. Ce lo vedo proprio bene.

Comunque lei, nonna Emma, è spinta da una buona energia, una grande empatia e sensibilità. Ha una forza interna invidiabile e una sconcertante determinazione nel rimanere tradizionale. Non ha comprato Ronaldo e neppure Maradona ( infatti, cucina lei) ma ha costruito e investito nel mattone. Tutto il resto però, ahimè è rimasto fermo agli anni 80/90. Per cui:

– al giovedì gnocchi di patate, fatte in casa con le patate rosse!,

– sabato ravioli di ricotta, impastate con le uova  e confezionati uno ad uno,

– domenica timballo con le crespelle, fatte con 11 padelle contemporaneamente!,

– martedì frittura mista di pesce, con i calamari puliti a mano!

-le lenzuola vengono lavate dalle lavatrici industriali interne per poi essere stese e piegate, ad una ad una, a mano!;

-le materie prime vengono acquistate da lei che va al Cash & Carry, compra, carica la macchina e infine, scarica la macchina, tutti i giorni!

 Io e Emma

E’ un esempio di tradizione che non è stata imbrattata dalla smania di successo, dal’ ambizione di notorietà, dalla vanità della sua esclusiva, dalla competizione o dalla volontà di offuscare gli altri.

Come la pianta che non cerca di germogliare, ma germoglia, Emma non tenta di fare l’imprenditrice. Preferirebbe proprio non apparire mai. Vale la pena di incontrarlo un impresario del genere.

La differenza tra il calcio di oggi e quello di un tempo sta nella differenza tra essere ed apparire. Paolo Solier “è”, Ronaldo “appare”… Riflesso dei tempi e della società che ci circonda.

Non sta a me giudicare quale sia il comportamento migliore, ci mancherebbe, ma una cosa l’ho capita:

Il prossimo 12 marzo, alle 21 se la Juve:

perde, perde e Amen;

vince 2-0 , si va ai tempi supplementari;

vince 2-1, perde e Amen;

vince  3-0, vince , finalmente;

vince 1-0 passa il Real perché contano i goals negli scontri diretti.

 

Non sempre i grandi investimenti portano grandi benefici..  ma neppure i manicaretti, a volte, ti fanno fare tanta strada!

Sempre con umiltà e grande cuore… vi aspettiamo.

Francesca Copia

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